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Il calciatore moderno

di Elia Zappia

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È evidente come il calcio negli ultimi 20 anni abbia avuto un’esponenziale evoluzione sul piano fisico-atletico. Il calciatore a oggi può essere considerato un atleta a 360° in cui le capacità condizionali (forza, velocità e resistenza) vengono sviluppate con una attenta programmazione allo stesso modo della componente tecnica. Il preparatore atletico è diventato una figura indispensabile che deve svolgere la sua professione in perfetta simbiosi con quella dell’allenatore tanto da influenzarne spesso attraverso i suoi feed-back le scelte tecniche.
Per capire quanto le capacità fisiche siano importanti basta pensare che in media un calciatore percorre durante la partita 11 km effettuando circa 1300 cambi di intensità d’esercizio, ma il tempo in cui rimane in possesso di palla è tuttavia limitato a pochi minuti per partita.
Analizziamo insieme il grafico seguente.

immagine di un grafico che rappresenta in forma statistica le tipologie di corsa di un calciatore durante la partita

Il grafico mostra l’attività di gioco di un centrocampista francese durante una partita di campionato. I valori delle diverse attività sono espressi sia in minuti che in Km percorsi. Il sistema di produzione di energia aerobica fornisce di gran lunga il quantitativo maggiore di energia utilizzata nel corso di un incontro. Tuttavia possiamo notare dal grafico come il calciatore, in questo caso un centrocampista, utilizzi durante la gara altri sistemi energetici, per inteso quelli anaerobici lattacidi e alattacidi per un totale di 2,4 Km percorsi. Un altro dato interessante da rilevare è l’andatura all’indietro (0,7 km), uno schema motorio molto utilizzato dai giocatori per riprendere la posizione di gioco.

grafico che mostra la produzione di lattato di un calciatore durante le varie fasi di una partita di calcio

Il grafico sopra riporta invece la quantità di lattato accumulata da un giocatore durante la partita. I valori rappresentano oscillazioni tra i 1,4 mmol/l e i 9 mmol/l. Tenendo conto che il regime aerobico riesce mediamente a sopportare i 4 mmol/l di lattato ematico possiamo dedurre dai dati del grafico come il soggetto spesso utilizzi il meccanismo anaerobico e di conseguenza quello aerobico come recupero attivo dopo gli sforzi massimali o submassimali. Pensiamo inoltre che un giocatore oltre a mantenere un intensità media pari al 70% del massimo consumo di ossigeno debba far fronte a esercizi di gara notevolmente dispendiosi come i contrasti, i salti e gli scatti. Proprio di questi ultimi si stima che un giocatore di alto livello ne compia durante una partita almeno 30 della durata media di 2 secondi.
Un ultimo dato su cui soffermarsi è quello che mostra tra il 1° tempo e il 2° tempo un evidente calo nell’intensità di sforzo raggiunta. Ma di questo parleremo nel prossimo articolo che affronterà l’importanza del riscaldamento nel pre-gara, nell’intervallo e nel defaticamento post-gara.


Bibliografia

Preparazione fisico-atletica del calciatore
Jens Bangsbo

Calcio e potenziamento muscolare
Gilles Comettì